La serra del futuro è eco-sostenibile e a LED

Entro pochi anni, un nuovo formato di serra si diffonderà un po' dappertutto. La serra 2.0 arriverà in ogni tipo di ambiente chiuso, dalle cantine ai magazzini agli edifici in disuso e si fonderà sull'utilizzo delle nuove tecnologie, LED in primis. Il concetto di vertical farm, ovvero di coltivazioni verticali, parte dalla riqualificazione di edifici che, al posto di residenze e di uffici, contengono serre urbane per la produzione alimentare.

Quale sia la loro origine, risparmio, riciclo, riuso ed eco-sostenibilità sono le parole chiave. E accanto a queste, le nuove tecnologie aiutano a portare avanti le coltivazioni in qualsiasi condizione climatica. In mancanza o in aggiunta all’energia solare, la crescita delle coltivazioni idroponiche (quelle che necessitano di pochissima acqua) avviene attraverso l’illuminazione LED alimentata da pannelli solari. Inoltre le vertical farm sono la soluzione ideale nelle situazioni di forte inquinamento atmosferico perché la piantagione viene coltivata in un’atmosfera controllata, priva di inquinanti e senza l’uso di pesticidi. Il risultato è un cibo a chilometro zero, di qualità e con un forte impatto sociale.

La serra del futuro arriva dal Giappone

Uno degli esempi più interessanti arriva dal Giappone e in particolare dall'area di Miyagi, dove è stata avviata una coltivazione indoor in un ex stabilimento industriale, capace di produrre 100 volte la quantità di raccolto di un campo tradizionale, senza sprechi di acqua o di cibo. Qui viene coltivata una gigantesca coltura di insalata, capace di produrre 10 mila cespi di lattuga al giorno con il 99% di acqua in meno e una riduzione dell'80% di cibo sprecato. Nella serra, tutto è "ecosostenibile",

17.500 luci LED, progettate dalla GE Japan, illuminano le colture con una lunghezza d'onda che favorisce la fotosintesi e la divisione cellulare, e simulano un ciclo giorno-notte accelerato per incrementare la resa del raccolto, che cresce a 2 volte e mezzo la velocità normale.

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